sabato 13 ottobre 2007

Silenzio


Ho un blocco.
Non riesco a scrivere, ormai dura da giorni, anzi credo che siano settimane,non riesco a creare una frase dal senso compiuto, mi escono solo brandelli di parole.
VUOTO, manca il collegamento tra la mia mente e le mie mani ...
Mi domando cosa possa essere successo, eppure percepisco il vagare veloce dei miei pensieri tra i meandri della mia mente e il mio cervello che da instancabile lavoratore cerca di catturarli, analizzarli e catalogarli, giorno e notte, perchè non mi danno tregua nemmeno nel sonno.
L'altra sera infatti mi sono addormentata sul divano mentre leggevo…da quando io e Cala siamo tornati ad essere una famiglia, adoro questi momenti di intimità tra di noi, mi piace quando alla sera sebbene impegnati entrambi in differenti mansioni, cerchiamo un contatto chiedendoci reciproci consigli o comunicando i propri pensieri, trovo che sia bello che nelle poche ore in cui ci possiamo dedicare alle cose che più ci piacciono e nell’intimità che solo la notte sa regalare, restiamo tacitamente uniti .
Mi pareva di essere rilassata eppure ho fatto un sogno faticoso, ero in Cina , nella Cina del Terzani, quella degli anni '60 ,ricordo che cercavo affannosamente di conoscere e amare questo paese, forse perchè in questi giorni sto cercando di reprimere quel sentimento di odio che provo verso il governo cinese.
Ricordo che camminavo per le vie di una città polverosa con un grillo in tasca, attorno a me tanti cinesi tutti vestiti uguali, come cane annusavo l'aria in cui percepivo profumi che mi sembravano famigliari,come già sentiti, randagia mi muovevo in direzione di un enorme Buddha di pietra nella posizione del loto ,che spuntando da dietro delle foglie di un'ipotetica foresta mi guardava e pareva placare la mia ansia. Ricordo il rosso di alcune costruzioni e il blu dei vestiti e io che respirando l’aria umida cercavo una strada verso quegli occhi.
La cina... quante volte l’ho ritrovata nella mia vita in questi giorni:
  • Made in china- occhialini nuovi, scarpe che uso a correre, la tazza per la colazione.
  • Danilo che vive in Cina ed è innamorato di una cinese
  • Francesca che da lunedì dovrà contattare aziende cinesi
  • Pechino 2008- nessuna religione durante le olimpiadi
  • Cina e Birmania
  • Cindia il libro che ho ordinato su internet
  • Cina in “ La fine è il mio inizio” libro che sto leggendo
  • Dolorosa questione tibetana, sabato scorso ho partecipato a un incontro organizzato dal gruppo Tibet di Pinerolo in cui si affrontava il problema della repressione cinese sul pacifico popolo tibetano, una tragedia che non solo sta provocando vittime ma che sta distruggendo una cultura basata sugli insegnamenti buddhisti di non violenza e di rispetto per gli altri .

Ecco perchè i miei sentimenti verso questo paese, risulta essere così lontano da tutti quelli che sono i miei ideali, oggi però mi faccio forza rileggendo il discorso del Dalai Lama nel 1989 quando ricevette il premio nobel per la pace :

[...]“Riflettendo su ciò che potrei dire oggi, vorrei condividere con voi alcuni miei pensieri relativi ai problemi comuni che noi tutti dobbiamo affrontare come membri della famiglia umana. Tutti condividiamo questo piccolo pianeta e dobbiamo imparare a vivere in armonia e in pace sia l'un l'altro che con la natura. Questo non è un sogno bensì una necessità. Dipendiamo l'uno dall'altro in molteplici modi, tanto che non possiamo più vivere in comunità isolate e ignorare nel frattempo ciò che sta succedendo al di fuori di queste comunità. Dobbiamo aiutarci l'un l'altro quando abbiamo delle difficoltà, e dobbiamo condividere la buona fortuna di cui godiamo. Vi parlo come un semplice monaco. Se troverete utile quello che dirò, spero che cercherete di metterlo in pratica.[...]
In quanto libero portavoce dei miei concittadini, sento come mio dovere di parlare a loro nome. Non parlo con un sentimento d'ira o di rancore per coloro che sono responsabili dell'immensa sofferenza del nostro popolo e della distruzione della nostra terra, delle nostre case e della nostra cultura. Anch'essi sono esseri umani che si sforzano di trovare la felicità e meritano la nostra compassione. Parlo per informarvi della triste situazione in cui versa oggi il mio paese e delle aspirazioni del mio popolo, perché, nella nostra lotta per la libertà, la verità è l'unica arma che possediamo.[...]
In alcuni paesi, si presta troppa attenzione alle cose esterne e si dà pochissima importanza allo sviluppo interiore. Io credo che entrambi siano importanti e debbano essere sviluppati fianco a fianco in modo da ottenere un buon equilibrio tra di essi. I tibetani sono sempre descritti dai visitatori stranieri come gente felice e gioviale. Questo fa parte del nostro carattere nazionale, formato da valori culturali e religiosi che pongono l'accento sull'importanza della pace mentale ottenuta grazie a un sentimento di amore e benevolenza per tutti gli esseri senzienti, sia umani che animali.
La pace interiore è la chiave di tutto: se avete la pace interiore, i problemi esterni non influenzano il vostro profondo senso di pace e tranquillità. In queste condizioni di spirito, si possono trattare le situazioni con calma e ragione, mantenendo la felicità interiore. Questo è molto importante; senza la pace interiore, per quanto confortevole sia materialmente la nostra vita, restiamo spesso preoccupati, turbati o infelici a causa delle circostanze.[...] “
Ancora oggi Pechino bandisce i paese che ricevono il Dalai Lama ...

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Non parliamo di karma, ma semplicemente di responsabilità verso il mondo intero.

(Dalai Lama, "Imagine All the People")

Finché durerà lo spazio, / e finché rimarranno degli esseri umani, / fino allora che possa rimanere anch'io / a scacciare le sofferenze del mondo.

(Tendzin Gyatso, XIV Dalai Lama, preghiera alla fine del Discorso per il Premio Nobel, Oslo, 10-12-1989)

grazie Pri
l.p.

Priska ha detto...

Certo che sentir parlare di responsabilità verso il mondo fa riflettere. In quanti sentono questa responsabilità, quante volte viene dimenticata!
Grazie per aver completato la mia citazione
Ti abbraccio
Priska

Anonimo ha detto...

Lhadon ha detto di non odiare i cinesi. Mi è difficile, ma me lha detto lei: aveva 17 anni più o meno quando le hanno ucciso la nonna davanti agli occhi con una scariac di mitra. È scappata. Ora è profuga. Ma lei dice di non odiare i cinesi: non dobbiamo alimentare quel sentimento di odio che porta alla dstruzione del suo popolo.
Lhadon ha 24 anni e lei ci riesce. oggi insegna tibeetano ai piccoli monaci ai piedi del suo Himalaya.
Scusami, Priska, per questa intromissione (sono Martina).
Ti abbraccio con lo stesso calore con cui mi hai abbracciata al Selleries: me lo ricordo quell'abbraccio. E dire, che quando sentivo Luca parlare di Priska mi facevi paura, senza conoscerti. Una paura che collego al tuo nome: quando facevo canottaggio, Priska era una mia rivale, di quelle che facevano paura paura. Era fortissima: da quando era ragazzina era in Nazionale.
Poi ho conosciuto te, il tuo abbraccio. Priska ora, nella mia mente, resterà quell'abbraccio.

Priska ha detto...

Che sorpresa Martina!
Il tuo racconto sulla vita di Lhadon e sulle sue parole quella sera al Selleries mi hanno fatto riflettere su quello che era il mio atteggiamento verso la Cina.
Da poco sto cercando di capire il buddhismo e la cultura tibetana e sicuramente sto rivedendo molto il mio stare in questo mondo.
L'avervi incontrato in questo mio cammino mi ha fatto sentire meno sola , il mio abbraccio credo esprimesse tutta la gioia dell'averti conosciuta.
Namasté Martina
Pri
( Certo che il nome Priska può intimorire... :-) kiss )

supermacvale ha detto...

Simo torna dalla Cina...
Marco parte per la Cina...
Wow ne trovo pure io!
Mi è spiaciuto non esserci l'altra sera :(

Priska ha detto...

Ti potrai rifare il 12 gennaio in occasione della Gara di sci alpinismo in notturna " A Pragelato sotto le stelle" dove il gruppo Tibet di Pinerolo sarà ospite...
Ti aspettiamo :-)
Kiss
Pri

supermacvale ha detto...

Benissimo, grazie!