venerdì 7 settembre 2007

Il primo aereo


Sono questi i momenti in cui prenderei il primo aereo per volare lontano, i momenti in cui non c'è più nulla a legarmi a questi luoghi, sono questi i momenti in cui avrei la forza di tentare una vita altrove, di cercare una nuova identità, in cui vorrei varcare confini e provare quella forte emozione che solo la scoperta di un paese nuovo ti fa provare.
Andare alla ricerca dell' El Dorado, del paradiso terrestre dove gli uomini vivono felici e in pace con se stessi, dove sono liberi dai bisogni materiali e dai piaceri fisici.
Mi ripeto: è questo il momento giusto Priska, devi cogliere la palla al balzo, parti, vai, non per forza la tua vita deve risolversi tra queste montagne, in Piemonte , in Italia, vai aiutare chi ha veramente bisogno, lì dove i problemi non sono questi tuoi banali, ma la lotta per la sopravvivenza,la malattia e la morte. Vai a vedere Priska chi sta male, rendi importante la tua presenza in questo mondo, non fermarti qui.
Ma è veramente questa la soluzione? Non sarebbe anche questo un atto egoisto? Non dovrei prima risolvere i problemi con me stessa e non trasformare il viaggiare in un semplice riempire un buco che ho dentro?
Ci ho pensato tutta la notte, ho pensato ai viandanti , quelli senza dimora che fanno del mondo la loro casa, ho pensato anche ai miei genitori, alle loro radici, hanno trovato veramente la felicità o il loro è stato un semplice accontentarsi?
Ieri sera mentre correvo tra i campi che hanno fatto la mia infanzia, guardavo le luci accese nelle case , il tg della sera che urlava le notizie del mondo e la famiglia riunita per il rito serale " Solo notizie lontane, di luoghi stranieri, tradizioni che non ci appartengono, amore passami il sale!"
Sono veramente realizzati? Chissà se loro hanno mai provato questa senso di inadeguatezza, di debito con il mondo?
Intanto ascoltavo i miei passi che con ritmo regolare rimbombavano per la strada, tum tum, tum tum , tum tum; che bello il tramonto, che colori meravigliosi, la giornata dovrebbe veramente finire qui ,perchè in quel sopraggiungere lento della notte che ingoia gli affanni del giorno, riusciamo ad avere l'intimo contatto con noi stessi,a dare una spiegazione del tutto.
Tum tum , tum tum , tum tum , questa è la vita, l'alternarsi di luce e ombra, di gioia e dolore , di
salute e malattia, di donne e uomini , esseri così diversi ma che riescono magicamente a diventare una cosa sola, in quel misto di colori e odori che è l'amore. L'amore per me è rosa, rosso, giallo come questo cielo di una sera di fine estate.
Tum tum, tum tum, tum tum , la fatica del correre lava via le mie ansie, il battito finalmente si regolarizza al tempo dei miei passi; non è ancora il momento, non sono ancora pronta, devo prima imparare a capire le mie emozioni, superare le mie paure e calibrare le mie reazioni, così non ho nulla da dare, nulla ...

4 commenti:

kabalino ha detto...

Prisca il primo aereo non sarà l'ultimo, quando il motivo della partenza é una fuga prima o poi si avrà bisogno di ripartire....quando é un momento di troppi pensieri prendo su la bici e vado...fintanto che non li uccido per asfissia. Tu corri, aiuta a non pensare...o comunque permette di dare uno sfogo ai pensieri...

Priska ha detto...

E' la stessa cosa per me, io nuoto e corro anche per necessità, per placare tutti i miei pensieri e dirottare la mia mente sulla fatica fisica.
Il mio rapporto con la bici invece è di amore-odio, tanto mi piace quanto alle volte mi limita, mi piace sentire salire i miei battiti, mi piace sentire come la sua meccanica mi aiuti ad affrontare le salite, e il vento sul viso durante la discesa...ma alle volte, caspita vorrei scendere e mettermi a correre.
Ti abbraccio ciclista!!
Pri

Simone ha detto...

non prendere il primo volo... ma non lasciarti sfuggire il secondo...
Che voglio dirti?
Semplice.. il primo volo (metaforicamente parlando) è quello che prendi d'istinto, qualsiasi cosa tu intenda per primo volo, e che, nella maggior parte dei casi, è quello che ti penti amaramente di aver preso... (esperienza insegna...)
mentre il secondo volo è quello che ti libera le ali... quello che ti fa capire che sei ancora in gioco.. e forse anche più di prima.. perchè nel frattempo la vita ti ha insegnato tante cose belle... ma soprattutto conosco tanta gente che ha lasciato perdere il secondo volo... e così anche il terzo e poi il quarto.. e così via... fino a rinunciare a volare... non farlo... MAI!!!!!!!!!!!!

Priska ha detto...

uaohh che bel commento Simone, non ho mai pensato al secondo volo ed hai proprio ragione...quell'aereo non partirà senza di me!!!
Nel frattempo ti abbraccio
Pri